Convegno presentazione libro Misteri dell'Antichità - 23/04/2010

23 Aprile 2010 - Nell'ambito della XII Settimana della cultura si è tenuta a Palazzo Nervegna la presentazione del libro 'Misteri dell'Antichità' della foto reporter Pina Catino.

Il contenitore della settimana della cultura si arricchisce di un evento che il Club Unesco di Brindisi organizza con il patrocinio del Comune e Biblioteca Arcivescovile di Brindisi. Venerdì 23 aprile, nel salone di rappresentanza del Palazzo Granafei Nervegna, l'autrice Pina Catino ha proposto al numeroso pubblico presente il suo ultimo volume dedicato ai misteri dell'antichità il cui sottotitolo "Culti delle acque e mito del sole" ne anticipa i contenuti.

Nella serata l'attento auditorium ha apprezzato, dopo i saluti introduttivi della presidentessa del Club Unesco di Brindisi, Clori Ostillio Palazzo,  gli interventi dell'architetto Maurizio Marinazzo, della dottssa Katiuscia Di Rocco, dell’amm. Paolo Tarantino che hanno presentato e commentato, con entusiasmo, il volume di Pina Catino.

Ha fatto seguito la proiezione di un DVD che la Catino ha curato per illustrare, attraverso le sue foto, gli argomenti del volume.  (Giorgio Esposito – Brindisinews)

“Misteri dell’Antichità: Culti dell’Acqua Mito del Sole”, di Pina Catino.

Gli Obiettivi: sensibilizzare alla difesa del Paesaggio, attraverso la salvaguardia, valorizzazione e conservazione della Natura, Siti Archeologici e Beni culturali dei luoghi descritti nel libro. Il Documento Europeo della Cultura, pubblicato nel 2006, ha stimato che il settore culturale è, e diverrà sempre più, il principale motore dello sviluppo economico del vecchio continente. Il Diritto dei beni culturali e delle proprietà intellettuali, la legislazione turisico-ambientale sono le discipline maggiormente interessate da questo fenomeno.

“Ogni facciata, ogni pietra del venerabile monumento è una pagina non soltanto della storia del paese, ma ancora della storia della scienza e dell’arte.” (Victor Hugo)

Il libro è il risultato di un viaggio a ritroso nel tempo, che ha portato l’autrice a scoprire nei luoghi sacri di Andria, Bisceglie, Sovereto-Terlizzi e Turi, tutti quegli elementi sacri, primordiali e fondamentali che hanno caratterizzato il culto delle acque nelle grotte e la scoperta del mito del Sole nella Storia delle Religioni, con l'ausilio della lettura iconografica su un pavimento in maiolica costituito da 238 formelle, rinvenuto nella grotta di Sant’Oronzo a Turi.

…I relativi culti sorsero in un periodo di grandi mutamenti climatici (Pleistocene), durante il quale, in tutti i continenti ci furono punte di pioggia e siccità molto più elevate di quelle che stiamo vivendo noi oggi. L’acqua e il sole erano considerati divinità misteriose, alle quali rivolgersi per sopravvivere, con potere di vita e di morte sugli esseri viventi. Gli antichi avevano ben presente la forza vitale dell’acqua e del sole, che, rappresentando il principio di ogni forma di vita, sono stati oggetto di culto presso tutte le civiltà. E nelle pietre è racchiuso il loro Mistero …

Il Cristianesimo disapprovò i popoli che adoravano le pietre. Ma la venerazione, che rasentava l’idolatria, non fu soppiantata né dalla forza dei “Capitolari”, né dagli ordini severi di re, come Childeberto, Chilperico e Carlo Magno. La Chiesa, vista l’impossibilità di distruggere questi magici riti (molti scritti ecclesiastici, a partire dal Concilio di Tours nel 567, e sino al sec. X ne fanno riferimento) trovò due rimedi al problema:

- esorcizzò le grotte trasformandole in Santuari dedicati o alla Madonna oppure a San Michele;

- fece incidere la Croce latina sui Menhir, oggi ancora visibile, specie in quelli francesi oppure li inglobò nelle chiese.

Ad Andria, nel Gurgo, una grotta è dedicata a San Michele Arcangelo, per il culto dell’acqua, un’altra grotta alla Madonna di Trimoggia legata ai riti per l’abbondanza (dal latino “tri” con l’accezione di molto moltissimo, e “moggio” unità di misura per aridi).